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Unità ebraiche negli Eserciti Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale

Soldato della compagnia Ebraica RASC 650 presso Borgo Panigale (BO).

La compagnia è identificabile dall’ora dell’orologio disegnato all’interno della stella di Davide sul mezzo: ore 6.50

Dal 1941 Le unità ebraiche nell'esercito britannico erano il melting pot dei nuovi immigrati delle varie cartoline, con il popolo del paese. Un luogo in cui il comune denominatore era l'ebraico e lo spirito ebraico nazionale. Fin dall'inizio, il volontariato ebraico è stato caratterizzato dall'esercito britannico, nella sua ricerca per enfatizzare la sua unicità nazionale all'interno della struttura straniera in cui era basato. Questo sforzo si riflette nella lotta per la lingua ebraica, la bandiera blu e bianca, il simbolo e l'autorità per cantare l'inno. La lingua ebraica spinse le lingue madri dei volontari in una lingua semi-ufficiale nell'esercito, così che in unità "miste" gli ordini furono pubblicati in entrambe le lingue. D'altra parte, le unità che divennero unità ebraiche erano orgogliose che tutti gli ordini sul campo di parata fossero puramente ebraici e il sabato era il giorno di riposo ufficiale dell'unità. Il tema principale condiviso da tutti era il desiderio di prendere parte attiva al fronte. Agli occhi dello Yishuv, le unità ebraiche simboleggiavano il contributo allo sforzo bellico.

I soldati delle unità ebraiche locati su tutto il fronte Europeo e Nord Africano si distinsero non solo per la loro professionalità, ma anche e soprattutto per la ricostruzione delle Comunità Ebraiche locali man mano che le città venivano liberate e per la gestione dell'immigrazione clandestina nel futuro stato di Israele nei primissimi anni del dopoguerra

L’elezione del nuovo Premier inglese Winston Churchill ed il cambio al vertice della Segreteria di Stato per le Colonie, presieduta ora dal conservatore George Lloyd, dava nuovo impulso all’azione di pressione dell’Agenzia Ebraica nei confronti del governo britannico. Il 29 maggio 1940 Weizmann scrive a Churchill ribadendo l’urgenza della costituzione di una forza armata ebraica in Palestina. Il leader sionista insiste circa l’utilità strategica che una ulteriore e più massiccia mobilitazione di uomini e risorse in Palestina avrebbero potuto rappresentare per la causa britannica e suggerisce al Primo Ministro di formare un Comitato esecutivo con l’incarico di occuparsi della questione, coinvolgendo nei lavori il Colonial Office ed il Ministry of the Supply and Economic Warfare. Nella stessa lettera, Weizmann illustra a Churchill i possibili vantaggi di un maggiore coinvolgimento delle risorse umane, tecniche, economiche e logistiche dell’Yishuv in funzione della guerra contro la Germania, facendo presente la possibilità concreta di reclutare sino a 30.000 uomini addestrati o comunque già in piccola parte impegnati quali ausiliari all’interno delle forze britanniche, nonché la possibilità di supportare le forze britanniche attraverso il proprio servizio di intelligence.

È questo un momento chiave per l’avvio della costituzione di una Jewish Fighting Force palestinese.

Link all'elenco delle singole compagnie ebraiche durante la Seconda Guerra Mondiale ed alla loro storia

[in inglese]

http://www.jwmww2.org/Jewish_Units_in_the_British_Army

Divisa originale oggi conservata nel museo presso il Beth Shlomo

Bandiera allora del Sionismo oggi dello stato di Israele realmente utilizzata dalle Compagnie Ebraiche in Italia oggi conservata nel museo presso il Beth Shlomo

La Spezia 1946 Nave per l'emigrazione illegale in Israele

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