Vayakel

PER SEI GIORNI VERRA' FATTO IL LAVORO

All' inizio della Perastà Va-Yaqhe c'è una frase che esprime il tema fondamentale del Sabato ebraico "Per sei giorni verrà fatto il lavoro, ma il settimo sarà per voi giorno di riposo assoluto, Sabato consacrato al "Signore

Lo strano uso della forma passiva verrà fatto il lavoro (invece della forma più semplice e diretta lavorerai ) fa pen-sare che la Torà voglia mettere l'accento su un'atteggiamento passivo verso il lavoro, e ciò starebbe a significare che, seb-bene l'uomo debba lavorare, tuttavia non dovrebbe mai im-mergersi completamente nella sua fatica, bensì guardare ad essa come se il lavoro si svolgesse da solo, per forza propria. Nessuno dovrebbe dedicare agli affari tutti il suo interesse ed il suo entusiasmo.

 

Un aneddoto divertente e al termpo stesso profondamente significativo, illustra questo punto un seguace del. Rabbì Dov-Ber di Lubavitch, uomo molto dotato e brillante, entrò a far parte della direzione di una fabbrica d soprascarpe. Fu subito evidente che l'amministrazione dell'impresa gli causava preoc-cupazioni sempre maggiori. Il suo Rabbino gli disse una volta:
«E' una cosa assai comune che piedi stiano dentro le sopra-scarpe ma che dire di una 'testa' sprofondata nelle soprascarpe!

 

Il vertiginoso ritmo della nostra vita è la causa di molte malattie sociali e fisiche Siamo così occupati negli affari, che non abbiamo tempo per null'altro, né per occuparci dei nostri simili, né, ancor meno di noi stessi Tempo è denaro" è il motto; ed è noto in tutto il mondo che l'uomo d'affari ameri-cano, il quale lo ha inventato, soffre d'ulcera. Ci siamo procu-rati questo "simbolo dei nostro status non concedendoci nemmeno il tempo necessario per mangiare c dormire, restando « sul lavoro" non solo in ufficio ma anche casa nelle ore libere e pensando agli affari perfino durante la preghiera, il riposo, il sonno

 

Il precetto Divino ci è stato dato per metterci in guardia contro questo stato di continua preoccupazione: Per sei giorni vera fatto il lavoro"; si tratta di un precetto positivo che afferma il principio della dignità del lavoro, ponendo però una limitazione essenziale. L'uomo non deve avere la mente sempre assorbita completamente dal lavoro. La Torà prescrive all'uomo di cercare di raggiungere la pace dello spirito, sì da potersi meglio dedicare, durante le ore i Sere> ai: bisogni spiri-tuali propri e della propria famiglia; di entrare nel Tempio con serenità e raccoglimento non come si va al circolo, per discutere la tendenza delle quotazioni di Borsa.


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