Toledot

UNO SCAVATORE DI POZZI

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Nella PerashÓ di questa settimana la TorÓ racconta che Isacco scav˛ diversi pozzi e che un piccolo numero di pozzi che egli aveva scavato all'inizio, cadde nelle mani dei Filistei Senza perdersi d'animo, Isacco continu˛ a scavare, per scoprire "fonti d'acqua viva". Per Isacco lo scavare pozzi - ossia spalare la terra e togliere le pietre fino a che fresche fontane d'acqua viva sgorgassero spontaneamente dal suolo - era parte del suo modo naturale di vivere. Egli non faceva affluire acqua nei pozzi, ma provocava lo zampillare dell'acqua viva che essi stessi contenevano. Isacco si comportava allo stesso modo anche nelle cose dello spirito. Infatti, egli era pure uno "scavatore di pozzi" al livello spirituale. Durante tutta la sua vita egli cerc˛ di spalare la "terra e le pietre", la maschera corporea e materiale del mondo fisico, per portare alla luce "le fonti d'acqua viva", la spiritualitÓ di ogni materia. Non si scoraggi˛ Isacco, per la polvere ed il fango che gli impedivano di arrivare alle sorgenti d'acqua. Nemmeno l'ostilitÓ dei Filistei e del loro re Avimelekh, riuscý a scuoterlo. Inoltre, anche quando molti dei preziosi pozzi, frutto di tanta dura fatica, caddero nelle mani dei Filistei, Isacco continu˛ a scavare imperterrito. Ci si poteva logicamente aspettare che Isacco si scoraggiasse per gli ostacoli che incontrava sul suo cammino. Non bisogna infatti dimenticare che Avimelelkh era il re pi¨ potente di quella regione. E per di pi¨, fino a un certo momento Isacco aveva visto fallire indistintamente tutti i suoi tentativi! Ma Isacco non si limit˛ ad analizzare la situazione con la fredda logica. Egli sapeva che nella sua vita doveva compiere Divina missione di "scavare pozzi" (tanto nel senso spirituale che in quello materiale) e si dedic˛ a questo compito con immenso spirito di sacrificio, convinto che avrebbe raggiunto alfine la sorgente "dell'acqua viva". E' cosa abbastanza comune che un ebreo viva nella serena atmosfera spirituale creata dallo studio della TorÓ e dalla preghiera. Ma non basta. Egli deve pure cercare d'influire sugli altri. Dovrebbe perfino interessarsi di quelli che di fuori sembrano "terra e pietre" - uomini rozzi e volgari. E' necessario "scavare" profondamente, finchŔ le occulte "sorgenti d'acqua viva" delle loro anime ebraiche non scaturiranno dal fondo con tutto il loro impeto. Neppure quando vediamo solo terra e polvere dobbiamo vacillare, nŔ scoraggiarci se troviamo difficoltÓ od ostilitÓ. di ogni genere; infatti, la filosofia Hassidica afferma che c'Ŕ una scintilla divina in ogni ebreo. Perci˛, dobbiamo sentirci come uno che scava lÓ dove sa che c'Ŕ l'acqua; e se la nostra fede ed il nostro altruismo non verranno, meno, raggiungeremo alfine certamente la "fonte d'acqua viva - la scintilla Divina che c'Ŕ dentro di ogni uomo.


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