Vayshlah

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á" YOD-TET BE-KISSLEV "

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Questa settimana celebriamo la festa hassidica di Yod-Tet Kislev, che commemora la data in cui il Rabbino Slineur zalman di Liadi venne liberato dalle prigioni zariste. Il Rabbino Shneur Zalman (noto ai hassidim come l"Alter Rebbe (il Vecchio Rabbino) fu discepolo del successore del Ba'al Shem Tov, il fondatore del movimento hassidico. La storica giornata di Yod-Tet be-KisslŔv, fu per il Rabbino Shneur Zalman qualcosa di pi¨ che un trionfo personale. La data in cui egli ottenne la propria libertÓ, e la libertÓ di continuare il suo insegnamento ed il suo lavoro, segn˛ una tappa vittoriosa per l'intero movimento hassidico, che era stato minacciato di distruzione ed aveva rischiato di estinguersi. Infatti, l'Alter Rebbe era il principale portavoce della dottrina del Ba'al Shem Tov, che aveva fondato circa mezzo secolo prima il movimento hassidico. Per questo egli era stato preso di mira dagli oppositori del hassidismo, e la sua GheulÓ (redenzione) signific˛ la salvezza per i numerosi seguaci del Ba'al Shem Tov, e per l'intero nostro popolo. Uno dei grandi meriti del Ba'al Shem Tov Ŕ stato quello di aver rivelato la vera natura dell'ebreo. In tutta la sua vita, dedicata in sommo grado alla diffusione della TorÓ e delle Mitzv˛t, egli non aveva mai disperato di nessun ebreo, per quanto profonde fossero state le tenebre che, per effetto delle circostanze, avevano per il momento oscurato il suo ebraismo. il Ba'al Shem Tov aveva insegnato (ed Ŕ stato questo un argomento sul quale il Vecchio Rabbino si era soffermato lungamente) che l'ebreo Ŕ per sua natura sostanzialmente incorruttibile e non pu˛ essere separato da D-o; che "nessun ebreo pi˛ avere nŔ la possibilitÓ nŔ il desiderio di staccarsi dal divinitÓ. Spesso basta solo grattare la superficie perchŔ si riveli l'autentica, intima natura dell'ebreo. Il Ba'al Shem Tov si fece promotore di una nuova relazione fraterna fra ebreo ed ebreo, ispirata dal significato pi¨ profondo delle parole: Non abbiamo tutti un unico Padre?. Dandoci un esempio personale con le sue stesse opere, egli d insegn˛ come dovessimo accostarci ai nostri correligionari e quale dovesse essere il nostro comportamento verso di loro. Il Ba'al Shem Tov inizi˛ il suo lavoro come assistente di un MelamŔd (ossia di un insegnante di bambini in tenera etÓ) ed ebbe amorose cure per i piccoli, insegnando loro lo ShemÓ le Berakh˛t, ed altre semplici preghiere. Allo stesso tempo egli rivel˛ a menti pi¨ mature, a quelli che furono i suoi grandi discepoli, alcuni dei profondi insegnamenti della TorÓ Recondita - la "QabbalÓ - ed il vero modo di servire D-o col cuore e con la mente. Questa profonda filosofia trov˛ la sua naturale espressione nel Hassidismo HabÓd. Ai giorni nostri, pi¨ che mai, Ŕ dovere e privilegio di ogni ebreo di contribuire all'educazione dei bambini ebrei: sia di quelli che sono, per la loro etÓ, bambini nel senso letterale, sia di chi Ŕ "bambino" per la sua ignoranza in materia d'ebraismo. Come disse una volta l'attuale Lubavitche Rebbe: "Non Ŕ il certificato di nascita che ci dice l'etÓ di un uomo. Un vecchio canuto di 70 anni pu˛, infatti, essere come un bimbo ancora incapace di reggersi in piedi". Veramente, l'educazione non si ferma ai banchi di scuola; deve continuare per tutta la vita (cioŔ, l'uomo dovrebbe sforzarsi ogni giorno di diventare migliore e pi¨ saggio). Perci˛, ognuno di noi deve cercare di essere allo stesso tempo scolaro e maestro: ma tanto in questo quanto in quello la nostra buona riuscita dipenderÓ dal reciproco affetto, dalla vera "AhavÓt IsraŔl" (l'amore per i nostri correligionari).


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