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TAL PADRE, TAL FIGLIO

La Parashà di questa settimana parla della Yetziàt-Mitzraim l'esodo dall'Egitto, che ogni generazione deve ricordare. Infatti, ciascun ebreo deve sentire come se avesse partecipato personalmente all'Esodo considerando ogni giorno della sua vita come quello della sua propria liberazione dall'Egitto. Ogni giorno l'ebreo deve portare a termine, e cercare di vi- vere spiritualmente, una "Yetziàt-Mitzraim". Yetziàt Mitzraim è la liberazione dalla schiavitù e la conquista della libertà. La liberazione dalla schiavitù significa due cose: ciò che s'intende in genere come affrancamento dalla schiavitù fisica; c'è poi l'affrancamento dal giogo spirituale, quando la Neshamà si libera dalle limitazioni e dalle costrizioni che la tengono prigioniera, fino a che il vero, recondito Io, l'essenza stessa dell'anima ebraica è libera di riaffermarsi. Quale è la "vera essenza" dell'ebreo? è: "Voi siete i figli del Signore, vostro D-o". Il concetto secondo il quale siamo "Figli del Signore" significa che proprio come D-o è Padrone e Signore del mondo e di tutto ciò che contiene (cioè "dell'ambiente"), così l'ebreo deve (in tutte le cose che riguardano la sua vita di ebreo) essere "padrone e signore" di fronte alle tentazioni che provengono dal suo ambiente materiale. La sua Ebraicità non deve essere intaccata o influenzata dall'ambiente. Al contrario; essa dev'essere la forza dominante che regola ogni aspetto della sua vita quotidiana. Inoltre, non è solo in speciali occasioni, come le feste religiose, o ore di preghiera, che deve manifestarsi questo potere, ma in ogni giorno della sua vita, in forma concreta e positiva. Potremmo chiederci: Come ci si può aspettare che ogni ebreo domini l'ambiente? Come può farlo un semplice mortale? La risposta è questa: dato che ogni ebreo è "figlio" di D-o, l'Onnipotente gli ha dato certi poteri Divini e capacità al di fuori di quelle naturali, Questo dono dei poteri Divini è analogo (lehavdìl) alla trasmissione genetica ed all'ereditarietà del talento e degli altri caratteri che i figli ricevono dai genitori mortali. Infatti, il rapporto dell'ebreo col Padre Celeste è ancor più profondo di quello fra il figlio ed i genitori. L'Alter Rebbe così spiega questo concetto: Mentre nel rapporto Ira i figli e i genitori, i figli, per quanto siano entità separate, sono in intima e stretta relazione con i genitori, nel caso del rapporto ira l'ebreo e D-o, invece, l'ebreo non è mai separato da D-o, non è mai un'entità a parte, dato che l'ebreo è veramente ebreo in quanto si attiene al/a volontà Divina e la compie come un servo e come un figlio. Se riusciremo a sviluppare e ad utilizzare al massimo grado a favore del Giudaismo, i talenti che il nostro Padre Celeste ci ha dato, l'Ebraicità assumerà un ruolo preponderante nella nostra vita e dominerà tutti gli aspetti della nostra esistenza giornaliera.


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