L'opposizione

L'opposizione dell'establishment


Abbiamo detto quanto l'epoca sia stata particolarmente difficile per il popolo ebraico che ha attraversato enormi prove sia spirituali che materiali, che avevano decimato e sconvolto moltissime comunità. Era un periodo di sospetti e paure, era quindi normale che un nuovo movimento, che si ispirava alla Cabala, venisse catalogato come sabbataiano . Inoltre, certe affermazioni del Baal Shem Tov, come quella che tendeva a cancellare la differenza fra l'uomo sapiente e quello comune, o quella in cui enfatizzava il ruolo dell'umanità e della sensibilità rispetto alle qualità intellettuali, appannaggio esclusivo di una minoranza, erano viste come fortemente radicali. L'opposizione riteneva che queste idee fossero una minaccia per la struttura della comunità ed indirettamente per l'autorità rabbinica dell'epoca. Infine taluni trovavano in questi insegnamenti, degli aspetti panteistici, ritenendo erroneamente che una delle frasi celebri del Baal Shem Tov: Dio è tutto e tutto è Dio limitasse la Divinità alla sua stessa creazione, tutto ciò diede luogo ad una critica generale del movimento.

Il Baal Shem Tov ed il suo movimento vennero direttamente attaccati. La prima accusa risale al 1755 e si concretizzò due anni più tardi con una scomunica pronunciata a Wilno, con l'accordo dei rabbini delle alte scuole di studi di Sloutsk e di Chklov. Ciò nonostante l'opposizione si scatenò dopo la morte del Baal Shem Tov, nel 1760, quando i suoi discepoli, e in particolare il suo successore, Rabbi Dov Ber di Mézéritch, si impegnò a diffondere gli insegnamenti del chassidismo su larga scala avvalendosi anche di opere scritte. Nel 1772, anno della morte del Rabbi Dov Ber, la scomunica dei chassidim venne reiterata a Wilno senza comunque raggiungere la violenza con cui nel 1781 venne pronunciata una ulteriore scomunica a Zelva durante di una convocazione rabbinica. I mitganim, gli avversari di quelli che ironicamente venivano detti i pii, gli chassidim, si scandalizzarono alla lettura di un testo chassidico, le Toledot Yaacov Yossef di Rabbi Yaacov Yossef di Polnoya (discepolo del Baal Shem Tov). L'opera era redatta in tono deliberatamente polemico mettendo a confronto la monotonia e il declino della vita in comunità non chassidiche con la vitalità del chassidismo. L'argomento infuocò l'opposizione, che richiese sanzioni ancora più severe contro quello che venne definito un gruppo settario. Gli chassidim vennero bollati come eretici, il loro vino e la loro carne vennero proibiti e ritenute non conformi alle regole alimentari, vennero inoltre proibiti i matrimoni con i membri del loro movimento. Nonostante le pesanti contromisure adottate non si riuscì comunque né ad arrestare né a rallentare l'espansione del movimento chassidico. Diverse comunità giudicarono necessario rinnovare le loro violenta opposizione al chassidismo, prima nel 1784 a Mohilev e poi nel 1796 di nuovo a Wilno.


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