Il contesto storico
Breve storia del Chassidismo

Il contesto storico
 

In una breve presentazione storica del chassidismo si può indicare l'anno 1648 come punto di partenza. Questo fu un anno drammatico segnato da massacri e orrori, un anno di sangue, nella storia ebraica. Fu proprio in quell'anno che iniziò la rivolta dei Cosacchi, che, agli ordini di Bogan Shmielnitski, si lanciano barbaramente contro i Polacchi e gli Ebrei. Le orde cosacche e tartare partendo dall'Ucraina e saccheggiando i territori polacchi, lasciarono dietro di loro solo morte e desolazione. Centinaia di comunità ebraiche vennero sistematicamente sterminate, in un crescendo di orrori senza precedenti. I massacri e le atrocità continuarono per diversi anni, senza che il regno polacco fosse capace di mettervi fine. Solamente al termine di duri combattimenti i ribelli vennero sconfitti e respinti verso le loro steppe d'origine. Finalmente ci fu un periodo di tranquillità per gli ebrei di Polonia, che erano stati tra le prime vittime delle violenze (tutte ispirate da quello che si può definire come antisemitismo dovuto sia a pregiudizi sociali che a certi insegnamenti all'odio diffusi dalla Chiesa dell'epoca). Tuttavia, i sopravvissuti non godettero a lungo della tregua.

 

In questo periodo della storia, la Russia e la Svezia erano nazioni in fase di espansione, mentre il vecchio regno di Polonia era minato dalla sua incapacità di trasformarsi in uno stato moderno, dotato di un potere centrale. La Polonia era in effetti, a quel tempo, un mosaico di feudi detenuti da nobili che non intendevano rinunciare ad alcuna delle loro prerogative, qualunque fosse il rischio per la stabilità di quella che non era ancora una nazione. I paesi confinanti, più potenti, intendevano approfittare di tale situazione, provocando guerre senza fine, che culminavano con tentativi di invasione della Polonia sia da parte dei Russi che degli Svedesi. Numerose regioni che erano scampate ai massacri perpetrati dai Cosacchi, si trovarono sul cammino degli invasori. Gli ebrei costituirono anche in questo caso, delle prede ideali, poiché marginalizzati dalla loro stessa cultura e privi di qualsivoglia capacità di difesa, e pagarono ancora una volta un prezzo troppo elevato: anche in questo caso pagarono con la vita. Una volta respinti i tentativi d'invasione in Polonia, gli ebrei, ancora infinitamente provati non riuscirono ancora ad avere una vita serena. Iniziò infatti un periodo di inquietudini e di sommosse più o meno spontanee, rivolte contro gli ebrei che avevano un'origine chiara: l'intolleranza religiosa. Come spesso accade in casi di questo tipo, la religione non era la sola causa. Si sospettavano gli Ebrei di ricchezze indebite, li si accusava di tutti i mali che ragionevolmente si sarebbero invece dovuti imputare all'inettitudine dello stato.

 

Tuttavia, coloro che volevano vedere sparire l'ebraismo quale, fede diversa, sapevano utilizzare queste tensioni politiche e coltivare, di conseguenza, l'antisemitismo popolare. Fino alla fine del XVII secolo questi malesseri, provocarono periodicamente dei pogrom, su tutto il territorio polacco. Durante i pogrom i villaggi ebraici venivano saccheggiati e distrutti, tutti coloro che rifiutavano di convertirsi venivano uccisi, ma soprattutto veniva spazzato via tutto ciò che le scorrerie precedenti avevano lasciato sopravvivere della vita comunitaria. Dovunque gli schtetl, i "piccoli villaggi" ebraici, erano messo a soqquadro e con essi un certo modo di vivere con le sue tradizioni ben radicate, orbitanti attorno alla sinagoga, allo studio religioso e a ritmi di vita scanditi dalla spiritualità ebraica. Questo mondo riaffiorerà costantemente sino alla seconda guerra mondiale, quando conobbe la sua fine definitiva. Nel frattempo, nel periodo analizzato, tutto ciò creò una situazione d'instabilità, di costante inquietudine, generatrice di profonde modificazioni nella struttura dei rapporti sociali.

 

Questi avvenimenti lasciarono l'ebraismo polacco numericamente decimato, economicamente distrutto e spiritualmente sconvolto, tutto ciò si inserì in un contesto ancora più difficile poiché che gli ebrei non erano gli unici a soffrire: la guerra dei Trent'anni che oppose le potenze europee, dal 1618 al 1648, stava devastando prospere comunità mentre la persecuzione religiosa restava una minaccia sempre viva in Austria e in diversi altri paesi, ovunque la posizione degli ebrei era estremamente precaria. Era diffuso il sentimento che il periodo vissuto fosse talmente cupo da superare ogni umana comprensione.


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